Collana:
Conformità Comportamentale
Procedura:
Raccolta strumenti e decontaminazione post intervento
Tassonomia:
Apprendimento delle conoscenze
LE INFEZIONI CROCIATE NELLO STUDIO ODONTOIATRICO: GENESI E PREVENZIONE
1. Negli ambulatori esiste un paradosso: l’ambiente in cui il paziente entra per curarsi è anche il luogo in cui potrebbe contrarreun’infezione. Questo fenomeno si chiama infezione crociata.Di che si tratta?L’infezione crociata può essere definita come la trasmissione di agenti infettivi tra pazienti e personale all’interno di unambiente clinico.Le malattie possono essere trasmesse per via diretta, dall’operatore al paziente e viceversa, e per via indiretta, da paziente a paziente o da paziente ad operatore tramite contagio ambientale o dispositivo medico.2. Questo rischio si corre anche quando si va dal dentista?L’infezione crociata trasmessa in corso di terapia odontoiatrica è un rischio conosciuto. I soggetti esposti al rischiobiologico sono gli operatori, i pazienti e le altre figure che, a vario titolo, possono essere potenzialmente infettate. L’attività odontoiatrica si pone, tra le pratiche sanitarie, al primo posto come cofattore di rischio per le epatiti. La cavitàorale è una fonte di contaminazione per l’alta carica microbica presente e perla presenza di saliva e sangue3. Praticamente cosa è andato storto in uno studio odontoiatrico quando si verifica un’infezione?Nella contaminazione della sala operatoria odontoiatrica i materiali e gli strumenti, erroneamente posti a ingombro, aumentano il fattore di rischio di contaminazione delle superfici.Lo stesso ambiente di lavoro, per sua natura aperto, privo degli isolamenti propri delle sale operatorie, e la promiscuità dellepersone presenti nello studio costituisce un ulteriore fattore di rischio.4. Quali malattie rischio di contrarre andando dal dentista? E quanto alto è il rischio che corro?Le malattie trasmissibili, in uno studio dentistico, sono numerose, i microorganismi presenti nella saliva, nel liquido crevicolare e nella placca batterica appartengono a più di 40 specie diverse. A queste bisogna aggiungere i microorganismi provenienti dall’inquinamento dei circuiti idrici del riunito e dispersi dagli spray odontoiatrici.Le malattie infettive che più preoccupano l’odontoiatra sono l’epatite virale (48,3%), infezione da HIV (27.4%), TBC (8,6%), Herpes (7,2%), influenza (2,5%).Il maggior rischio infettivo, in ambito odontoiatrico, fin prima dell’AIDS, è rappresentato dai virus epatici.Si stima che, in Italia, gli individui affetti da epatite C siano il 2-3% della popolazione con punte, in alcune regioni, del 15-20% nelle persone sopra i 60 anni.Secondo l’OMS le terapie mediche e odontoiatriche sono, nell’ Europa centro meridionale, la prima causa di epatite B e la seconda per l’epatite C.I virus dell’epatite B e C rappresentano unrilevante problema a causa delle caratteristiche di contagiosità e resistenza.Dopo l’esposizione ad una puntura accidentale, il rischio di contrarrel’infezione è del 15-30% per HBV e 3-15 % per HCV.5. Esiste anche il rischio di contrarre l’HIV?L’istituto Superiore di Sanità stima in 160.000 gli individui HIV positivi in Italia, di questi 40.000 non sanno di esserlo. A questo si aggiunge la problematica del controllo epidemiologico. In molti paesi, tra cui l’Italia, gli individui affetti non sono tenuti ad informare il sanitario.6. Ma l’infezione è ineluttabile, oppure gli odontoiatri sono consapevoli del rischio e sono organizzati per prevenirlo?Le PROTESI E gli APPARECCHI ORTODONTICI, nonché gli STRUMENTI, quali le FRESE e i FERRI VARI o qualsiasi altro strumento entri in contatto con le mucose orali è un potenziale veicolo d’ infezione (infezione percutanea alto rischio).È indispensabile adottare dei rigidi protocolli per il controllo del rischio biologico. Procedure di decontaminazione non idonee aumentano enormemente il fattore di rischio.La decontaminazione di ambienti-strumenti-dispositivi medici è la pratica fondamentale per la prevenzione delle infezioni7. Quindi le infezioni si prevengono implementando procedure di decontaminazione, sanificazione, igienizzazione e sterilizzazione. Ma qual è il peso del fattore umano?L’errore umano è la causa più frequente d’incidenti:per questo motivo, è utile predisporre delle istruzioni scritte e formare gli addetti a ogni fase operativa indicando i mezzi e i supporti necessari per la corretta esecuzioneLe procedure di prevenzione delle infezioni crociate all’interno di uno studio dentistico si basano su una regola fondamentale:tutti i pazienti devono essere considerati infetti e quindi necessario attuare tutte le metodiche preventive8. Secondo lei qual è la responsabilità dell’ASO e quale quella dell’odontoiatra?Il controllo dell’infezione crociata è una responsabilità dell’odontoiatra a cui è doveroso provvedere per il rispetto dei pazienti e del codice deontologicoÈ compito del dentista provvedere alla formazione ed all’aggiornamento di tutto il personale dello studio.Tra questo le ASO sono collaboratrici preziose che necessitano del supporto scientifico, tecnologico e motivazionale per operare con efficacia ed efficienza.La figura dell’ASO ha ed avrà sempre più responsabilità in questo ambito e sarà tenuta a svolgere corsi di formazione continua.Per questo la sensibilizzazione dell’ASO èimprescindibile.